Zygmunt Bauman

Di origini ebraico-polacche, nato in Polonia, fuggì nella zona di occupazione sovietica dopo che la Polonia fu invasa dalle truppe tedesche nel 1939, all’inizio della seconda guerra mondiale;  successivamente si mise al servizio di una unità militare sovietica. Dopo la guerra, iniziò a studiare sociologia all’Università di Varsavia, dove insegnavano StanislawOssowsky e Julian Hochfeld. Durante una permanenza alla London School of Economics, preparò la sua maggiore dissertazione sul socialismo britannico che fu pubblicata nel 1959. Collaborò con numerose riviste specializzate tra cui la popolare Socjologiana co dzien, la “Sociologia di tutti i giorni”, del 1964. Inizialmente vicino alla dottrina marxista ufficiale, si avvicinò in seguito ad Antonio Gramsci e Georg Simmel. Nel marzo del 1968, la ripresa dell’antisemitismo in Polonia spinse molti degli ebrei polacchi sopravissuti a emigrare all’estero, tra cui Bauman, che aveva perso la sua cattedra all’Università di Varsavia. Dal 1971 al 1990 è stato professore di Sociologia all’Università di Leeds. Sul finire degli anni ottanta, si è guadagnato una certa fama grazie ai suoi studi riguardanti la connessione tra la cultura della modernità e il totalitarismo, in particolar modo il nazionalsocialismo e l’Olocausto. Ha assunto anche la nazionalità inglese. Il 17 aprile 2015 ZygmuntBauman ha ricevuto la laurea honoris causa in Lingue moderne, letterature e traduzione letteraria presso il complesso Ecotekne dell’Università del Salento. Nei suoi ultimi lavori, Bauman ha inteso spiegare la postmodernità usando le metafore di modernità liquida e solida. Tra le numerose pubblicazioni: Modernità e olocausto, 1992; Le sfide dell’etica, 1996; La solitudine del cittadino globale, 2000; Pensare sociologicamente, 2000; Modernità liquida, 2002; Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi, 2006; L’etica in un mondo di consumatori, 2010; Per tutti i gusti. La cultura nell’età dei consumi, 2016.