Tareke Brhane

Vive a Roma ed è presidente del Comitato “3 Ottobre”. È nato nel 1983in Eritrea,dove studiava e lavorava per mantenere la madre. Ha passato la maggior parte della sua vita tra un campo rifugiati e l’altro, in Sudan, dove poi sua madre è morta. Ha deciso allora di lasciare l’Eritrea affrontando numerosi rischi. Ha vissuto per quattro anni tra il Sudan e la Libia, è stato incarcerato nelle prigioni di Gheddafi, ha attraversato il Mediterraneo ed è stato respinto più volte. Alla fine del 2005, è riuscito ad approdare in Sicilia. Mentre la sua domanda di asilo veniva vagliata, ha lavorato per un anno come lavapiatti negli alberghi e ha raccolto ortaggi nelle campagne agrigentine. Nel 2007 è stato chiamato da Medici senza frontiere come mediatore culturale durante gli sbarchi al porto, e tra chi raccoglieva pomodori e patate, a supporto dell’equipe medica. L’anno dopo, Save the childrenlo ha invitato a collaborare al progetto Praesidium, per l’assistenza ai minori sbarcati, dove è rimastofino al 2012. Alla nascita della prima figlia si è trasferito a Roma, dove vive con la moglie italiana e dove ha continuato a lavorare nel sociale e nella mediazione. Dopo il naufragio di un’imbarcazione libica che trasportava migranti, il 3 ottobre 2013 presso le coste di Lampedusa, in cui persero la vita 368 persone e ne andarono disperse una ventina, ha fondato il Comitato “3 ottobre”, organizzazione senza scopo di lucro che da allora esercita pressione sulle autorità per migliorare le leggi vigenti sull’accoglienza. Nel 2014 ha vinto la medaglia per l’attivismo sociale al Summit dei Premi Nobel per la Pace.