Sylvana De Riva

Nome d’arte di Sylvana Castagnola, un nome da lei scelto e ispirato dal borgo ligure di Riva Trigoso, frazione di Sestri Levante, dove era nata e cui era profondamente legata. Era un’artista difficilmente relegabile ad un unico ambito. Definita “scrittrice di fantasia, architetto di immagini d’ambientazione ligure, come nelle raccolte di “Il meglio di Liguria” e “I due liguri”, oppure “progettista di trame semplici e freschissime”, come nei suoi primi romanzi: Profili, 1987 e L’agonia del sole, 1989, ambedue pubblicati da Bompiani. Nel 2003 ha ricevuto il Premio Andersen alla carriera. La sua formazione culturale è avvenuta viaggiando per il mondo, leggendo moltissimo e portando in fondo al cuore un insopprimibile amore per la poesia. Dal 1984 ha vissuto a S. Marinella, vicino a Roma. Ha scritto poesie per tutta la vita, e ha pubblicato diverse raccolte tra le quali “Il canto degli ulivi”. Con Tredici lune Sylvana raggiunse il massimo sviluppo di permutazione tra realtà e fantasia grazie a personaggi artificiosi, animali, ambientazioni naturali, ciascuno messo in scena nella finzione di ciò che è o in quella di credersi altro. Sempre, però, con un profondo senso etico che non dimentica la centralità del bambino come lettore. «Io vivo di incantamenti – ha detto la De Riva – perché credo che il fanciullo che è in noi vada preservato». È morta a Roma il 15 ottobre 2008.