Stanislao Nievo

Scrittore e poeta, ha viaggiato per quarant’anni in tutto il mondo, fino in Antartide, come fotografo, giornalista e regista. Ha collaborato come inviato del «Giornale d’Italia», un’attività che poi lo ha portato a collaborare per diversi quotidiani, tra cui «La Repubblica» (1976), «La Stampa» (1978), «Il Tempo» (dal 1987 al 1990), «L’Indipendente» (1994) e «Il Giornale». Con Il prato in fondo al mare ha vinto il Premio Campiello nel 1975, con Le isole del Paradiso il Premio Strega nel 1987. Molto espressive sono le sue raccolte di poesie tratte da brani letterali: Viaggio verde (1976), Canto di pietra (1989), e l’ultima Barca solare (2001). Autore di romanzi e di due libri di poesia, ha tradotto Kipling e Defoe. È stato il curatore di E Dio creò le grandi balene, un’antologia di poesie e racconti sulle balene scritti in ogni tempo e paese e tradotti in italiano. Ha lavorato anche nella radio, come conduttore di rubriche radiofoniche per la Rai dal 1979 al 1985. Grande amante della natura, è stato uno dei soci fondatori del WWF e della Foresta Ideale. È pronipote dello scrittore Ippolito Nievo ed ha presieduto per molti anni l’omonima Fondazione. Nel 2003 gli è stato conferito il Premio Eugenio Montale per il giornalismo di viaggio. Tra i suoi libri più recenti si ricordano: Mater Matuta. Rievocazione storica della madre mediterranea, Marsilio 1998; Aldilà, Marsilio 1999; Le tre anime. Chi siamo… da dove veniamo… dove andiamo, con Umberto Di Grazia e Mario Bruschi, Armando 2001; Gli ultimi cavalieri dell’Apocalisse con  Enzo Pennetta, Marsilio, 2004; I tre cantastorie del castello Ermes Di Colloredo, Ippolito Nievo e Stanislao Nievo, curato da M. Santiloni, Gaspari 2006. È morto a Roma il 13 luglio 2006.