Sergio Rizzo

Nato a Ivrea il 7 settembre 1956, comincia il mestiere di giornalista a 22 anni nell’agenzia di stampa specializzata Politica Bancaria, mentre studia architettura all’Università “La Sapienza” di Roma, laureandosi nel 1982. Nel 1986, lavora al quotidiano dell’Ice, Commercio estero, e l’anno seguente a Capitale Sud, settimanale del gruppo Class dedicato all’economia delle regioni meridionali. Nel 1990 è capo della redazione romana di Milano finanza, quindi nel 1991 passa al Mondo, la gloriosa testata fondata nel 1949 da Mario Pannunzio. Ci resta nove anni finché, nel 2000, esce dal gruppo Rizzoli per approdare al Giornale. Quattro mesi più tardi fa ritorno alla casa editrice milanese, stavolta al Corriere della Sera, come capo della redazione economica di Roma. Attualmente è inviato ed editorialista. Con Franco Bechis ha scritto In nome della Rosa. La storia della casa editrice Mondadori, Newton Compton 1992; con Bruno Tabacci, Intervista su politica e affari, Laterza 2007; con Gian Antonio Stella La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili, libro inchiesta che ha venduto più di 1.200.000 copie, Rizzoli 2007;  La Deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio, Rizzoli 2008;  Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia, Rizzoli 2011;  Se muore il sud, Feltrinelli 2013. Ha scritto inoltre: Rapaci. Il disastroso ritorno dello Stato nell’economia italiana, Rizzoli 2009;  La Cricca. Perché la Repubblica italiana è fondata sul conflitto d’interessi, Rizzoli 2010; Da qui all’eternità, Feltrinelli 2014.