Roberto Faenza

Diplomato in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, si è laureato in Scienze politiche all’Università di Pavia. Ha insegnato Mass Communication presso il Federal City College di Washington. Dal 1978 al 2004 è stato docente di Sociologia della Comunicazione presso l’Università di Pisa. Dal 2005 insegna cinematografia alla Sapienza Università di Roma.Tra le sue pubblicazioni alcuni libri sul tema dei mass media, come Senza chiedere permesso, Tra abbondanza e compromesso, e Fanfan la tivù. Ha inoltre pubblicato due saggi contenenti documenti sui rapporti Italia-Usa ottenuti ricorrendo al Freedom of Information Act, Gli americani in Italia (coautore) e Il Malaffare.

Regista di denuncia sociale e politica, dopo una breve esperienza come documentarista, ha debuttato nel 1968 dirigendo Escalation, film sul consumismo in chiave grottesca, cui è seguito H2S, sequestrato dalla magistratura per la violenza di alcune scene. È del 1978 il film di montaggio di spezzoni di documentari sulla situazione politica Forza Italia!, satira dell’Italia del dopoguerra e degli anni del miracolo economico. L’opera fu ritirata dalle sale il giorno del Sequestro Moro, pochi mesi dopo l’uscita e censurata per oltre quindici anni. Ma Aldo Moro, tra i protagonisti della pellicola, nel suo memoriale, scritto durante la prigionia prima di essere assassinato, suggeriva di vedere proprio quel film per comprendere le vicende politiche italiane.

Costretto a lavorare all’estero, nel 1982 gira a New York Copkiller (L’assassino dei poliziotti), tratto dal romanzo di Hugh Fleetwood, The Order to Death. Riceve nel 1993 il David di Donatello come miglior regista e poi l’Efebo d’Oro – Premio Internazionale Cinema Narrativa – con il film Jona che visse nella balena, dal libro autobiografico di Jona Oberski sulla deportazione un bambino ebreo olandese. Sostiene Pereira, del 1995, è l’ultimo film italiano interpretato da Marcello Mastroianni, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, cui seguono Marianna Ucrìa, dall’opera di Dacia Maraini, e L’amante perduto ispirato a L’amante, di Abraham B. Yehoshua. Del 2004 è Prendimi l’anima, su Sabina Spielrein e il suo innamoramento per Jung. Nel 2005 realizza I giorni dell’abbandono, ispirato all’omonimo romanzo di Elena Ferrante. L’anno successivo esce Alla luce del sole, sull’assassinio di padre Pino Puglisi per mano di Cosa nostra. Del 2007 è I Viceré, tratto dal romanzo di De Roberto, divenuto poi miniserie di due puntate su Rai 1. Nel 2011 gira il film documentario Silvio Forever, realizzato con Filippo Macelloni su sceneggiatura di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, e il film TV Il delitto di Via Poma, sull’assassino di Simonetta Cesaroni. Nel 2012 realizza Un giorno questo dolore ti sarà utile, dal romanzo dello scrittore statunitense Peter Cameron, e nel 2014 Anita B., tratto dal libro di Edith Bruck Quanta stella c’è nel cielo. Del 2016 è La verità sta in cielo, basato sulla misteriosa vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi.