Pietro Grasso

Laureato in giurisprudenza all’università di Palermo nel 1966,entra in magistratura nel 1969. Intorno alla metà degli anni settanta si occupa di indagini sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata. Diviene titolare dell’inchiesta sull’omicidio del Presidente della Regione Piersanti Mattarella il 6 gennaio 1980.Nel 1984 ricopre l’incarico di giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra, 475 imputati. A fianco del presidente Alfonso Giordano è stato l’estensore della sentenza (oltre 8 mila pagine) che comminò 19 ergastoli e oltre 2.500 anni di reclusione. Conclusosi il maxiprocesso, nel febbraio del 1989Grasso viene nominato consulente della Commissione parlamentare antimafia. Nel 1991 viene nominato consigliere alla Direzione Affari Penali del Ministero di Grazia e Giustiziainsieme a Giovanni Falcone. In seguito viene nominato Procuratore aggiunto presso laDirezione Nazionale Antimafia nelle Procure di Palermo e Firenze dove segue e coordina le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993. Dall’agosto del 1999 ricoprel’incarico di Procuratore della Repubblica di Palermo e sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, vengono arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, inseriti tra i 30 più pericolosi. L’11 ottobre 2005 viene nominato Procuratore nazionale antimafia a Roma, mentre è ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo. L’11 aprile 2006 contribuisce con il suo lavoro, dopo anni d’indagine, alla cattura di Bernardo Provenzano, latitante dal 9 maggio 1963,nella masseria di Montagna dei Cavalli a Corleone. Il 18 settembre 2006 la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il contributo della Procura Nazionale da lui diretta, conclude un’indagine durata due annisu alcune cosche mafiose di Vibo Valentia, che avevano messo le mani sui villaggi turistici della costa. Alla scadenza del primo mandato alla DNA è stato riconfermato dal Consiglio Superiore della Magistratura per un secondo mandato. A partire dal settembre 2012 per Rai Storia, in 12 puntate, conduce Lezioni di Mafia: un progetto di educazione alla legalità, dedicato alle generazioni più giovani per spiegare tutti i segreti di Cosa Nostra. Il programma si ispira alle lezioni di mafia ideate nel 1992 dal direttore del TG2 Alberto La Volpe assieme a Giovanni Falcone. L’8 gennaio 2013 accetta la candidatura al Senato della Repubblica  come capolista della lista PD nella regione Lazio, dove risulta poi eletto. Il 16 marzo 2013 viene eletto Presidente del Senato. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Con Saverio Lodato, La mafia invisibile. La nuova strategia di Cosa Nostra, Mondadori 2001; con Francesco La Licata, Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano, Feltrinelli 2008; con Alberto La Volpe Per non morire di mafia, Sperling & Kupfer 2009; con  Enrico Bellavia Soldi sporchi. Come le mafie riciclano miliardi e inquinano l’economia mondiale, Dalai Editore 2011; Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia, Sperling & Kupfer 2012.