Piero Bigongiari

Si è laureato nel 1936 presso l’Università di Firenze con una tesi su Leopardi discussa con Attilio Momigliano. Ha insegnato storia della letteratura italiana moderna e contemporanea nella stessa Università dal 1965 al 1989. È  considerato uno degli autori che furono alla base dell’ avanguardia non codificata, come lui stesso definiva l’ermetismo. Con i poeti Luzi e Parronchi costituì quella che Carlo Bo definì la “triade dei poeti ermetici toscani”. Come esponente austero e rigoroso dell’ermetismo purista, ne accentuò la tendenza metafisica con una trattazione predominante del tema dell’assenza,accompagnata da un forte anelito religioso. Ha collaborato alle più significative riviste letterarie del Novecento, tra cui Frontespizio,Letteratura e Campo di Marte.Professore di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Firenze, ha pubblicato numerosi saggi critici, tra cui: Il senso della lirica italiana, Sansoni 1952; Poesia italiana del Novecento, Vallecchi 1960; Leopardi, Vallecchi 1962; La poesia come funzione simbolica del linguaggio, Rizzoli 1972. Tra le opere poetiche: La figlia di Babilonia, Firenze 1942; Il corvo bianco, La Meridiana 1955; Antimateria, Mondadori 1972; La legge e la leggenda, Mondadori 1992. È morto a Firenze, il 7 ottobre 1997.