Paolo Rumiz

Giornalista e scrittore. Inviato speciale del Piccolo di Trieste e in seguito editorialista di la Repubblica, segue dal 1986 gli eventi dell’area balcanica e danubiana; durante la dissoluzione della Jugoslavia segue in prima linea il conflitto prima in Croazia e successivamente in Bosnia ed Erzegovina. Nel novembre 2001 è stato inviato ad Islamabad e successivamente a Kabul, per documentare l’attacco statunitense all’Afghanistan. Molti suoi reportage narrano i viaggi compiuti, sia per lavoro che per diletto, attraverso l’Italia e l’Europa: «Dove andiamo stando?», Diario, 1998; «Capolinea Bisanzio», La Repubblica, 1999; «L’uomo davanti a me è un ruteno», Il Piccolo, 1999; È oriente, 2003; «Chiamiamolo Oriente», La Repubblica, 2000. Nel 2012 compie un viaggio sul Po dalla foce in Piemonte al delta e poi in Jugoslavia dal cui diario, pubblicato su La Repubblica, è nato un film sulle tappe principali.

Ha vinto diversi premi: Premio Hemingway 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia; Premio Max David 1994 come migliore inviato italiano dell’anno; Premio Capri- S. Michele per È oriente e Premio San Vidal 2003; Premio Latisana per il Nord-Est 2003; Premio giornalistico Marco Luchetta 2006; Premio Stresa di Narrativa 2007; Premio Chatwin-camminando per il mondo 2007. Tra le sue pubblicazioni: Maschere per un massacro – Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia, Editori Riuniti, 1996; Est, Feltrinelli, 2003; con Francesco Altan, Tre uomini in bicicletta, Feltrinelli 2002; È oriente, Feltrinelli 2003; con Monika Bulaj, Gerusalemme perduta, Frassinelli 2005; La leggenda dei monti naviganti, Feltrinelli 2007; Annibale. Un viaggio, Feltrinelli 2008; L’Italia della seconda classe, Feltrinelli 2009; La cotogna di Istanbul, Feltrinelli 2010; Il bene ostinato, Feltrinelli 2011 (dedicato all’attività missionaria dei medici del Cuamm); nel 2012 ha pubblicato, con Feltrinelli, Trans Europa Express e il suo primo libro per ragazzi, A piedi; nel 2013 ripercorre tutto il fronte italo-austriaco alla vigilia del centenario della Prima Guerra Mondiale, viaggio raccontato nel film L’albero tra le trincee, nel 2014 percorre tutti i fronti della Prima Guerra Mondiale, realizzando insieme al regista Alessandro Scillitani un’opera di 10 documentari che mette in relazione l’Europa di oggi con quella di cento anni fa. Per questo lavoro su iniziativa del Presidente della Repubblica riceve l’onorificenza di Commendatore. Nel 2014 trascorre un intero mese in un faro, esperienza raccontata nel film L’Ultimo faro, nel 2015 attraversa l’Italia da Roma a Brindisi riscoprendo il tracciato della antica Via Appia e da questo viaggio  nasce il libro Appia, Feltrinelli Ed. 2016.