Lirio Abbate

Giornalista investigativo, dal 2009 è inviato de L’Espresso. Ha iniziato nel 1990 con una collaborazione al Giornale di Sicilia, passato nel 1997 alla redazione palermitana dell’Ansa dove si è occupatoprevalentemente di mafia e criminalità organizzata. Fu l’unico giornalista presente sul luogo al momento della cattura, nel 2006, del capomafia Bernardo Provenzano. È stato lungamente corrispondente dalla Sicilia de La Stampa. Dalla cronaca giudiziaria è passato al giornalismo investigativo. Ha realizzato le cronache sui processi più importanti sulla criminalità organizzata e politica in Italia e sul traffico di esseri umani, in particolare degli extracomunitari sbarcati nelle coste siciliane.Minacciato di morte per le sue inchieste, nel settembre 2007 la polizia ha sventato un attentato ai suoi danni a Palermo. Qualche settimana dopo, durante il processo in cui era imputato per strage, il mafioso Leoluca Bagarella lo ha minacciato pubblicamente. È stato invitato al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in segno di solidarietà. È autore di note inchieste giornalistiche, per cui premiato più volte. Ha vinto il Premio cronista dell’anno 2003; i premi Ischia e Vittorini 2008 e nel 2010 il Premiolino.Autore, con Peter Gomez, del libro I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento, (2007), su mafia e politica che ha ricevuto i premi Capalbio, Santa Marinella e Paolo Borsellino.Sempre con Peter Gomez, è stato autore e conduttore fino al gennaio 2008 della trasmissione televisiva Impronte di mafia, ideata da Carlo Freccero per RaiSat Premium. Altre sue pubblicazioni sono Nostra mafia dei monti. dal processo alle cosche delle Madonie al caso Contrada, 1993; La storia del giro podistico di Castelbuono. La corsa su strada più antica d’Italia, 1994; La mafia che ho conosciuto, 1996; Voci contro le mafie (a cura di), 2012 e Fimmine Ribelli. Come le donne salveranno il Paese dalla ‘ndrangheta, 2013.