Ivan Vandor

Nasce in Ungheria e si trasferisce in Italia nel 1938. A 6 anni inizia lo studio del violino e a 8 quello del pianoforte e della composizione. Dai 16 ai 20 anni è stato saxofonista di jazz; come sax tenore è stato uno dei componenti, negli anni ’50, della Seconda Roman New Orleans Jazz Band, fondata da Carlo Loffredo. Studia composizione con Guido Turchi e Goffredo Petrassi, diplomandosi presso il Conservatorio di Santa Cecilia nel 1962. Vince numerosi concorsi internazionali di Composizione; si segnalano in particolare il suo Quartetto per Archi e i Canti sacri. Fa parte dei gruppi di improvvisazione “Nuova consonanza” e “Musica elettronica viva”. Si trasferisce negli Stati Uniti, dove si laurea nel 1970 in Etnomusicologia all’Università della California a Los Angeles. Tra il 1970 1971 intraprende una ricerca sulla musica del Buddismo Tibetano i cui risultati verranno diffusi nel libro La musique du Bouddhisme Tibetain Bouchet/Chastel, Paris 1976, primo libro mai pubblicato sull’argomento. Dal 1974 al 1983 è stato vicedirettore poi direttore dell’International Institute for Comparative Music Studies di Berlino, nonché direttore della collana UNESCO di dischi di musica tradizionale. Nel 1979 ha fondato a Venezia la Scuola interculturale di Musica, ed è stato Vice Presidente della Società Italiana di etnomusicologia. È stato insegnante di Composizione al Conservatorio di Musica di Bologna, e al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.