Emma Bonino

È stata Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.  Il suo impegno politico è di lunga data, a cominciare dalle lotte per i diritti delle donne, e nel 1976, a soli 28 anni, è stata eletta alla Camera dei Deputati. La sua presenza nel Parlamento italiano è, da allora, pressoché ininterrotta, e contrassegnata da iniziative, non solo a livello parlamentare, che le hanno procurato un forte credito politico ed umano. Dopo essere stata eletta per varie legislature deputata alla Camera e al Parlamento europeo, ha  ricoperto la carica di Commissario europeo dal 1995 al 1999, per poi nel 2006 essere Ministro del commercio internazionale e delle politiche europee nel Governo Prodi II, e successivamente vicepresidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013. Dal 2001 al 2004 si è stabilita al Cairo, dove si è dedicata allo studio della lingua araba e ha svolto la  funzione di Professore Emerito all’Università Americana del Cairo. La sua permanenza in Egitto le ha consentito di concentrarsi sul tema dei diritti umani e civili in Medio Oriente e nel Nord Africa, ed è stata delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte. È fondatrice dell’organizzazione internazionale Non C’è Pace Senza Giustizia per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili. Nel gennaio 2004 ha organizzato a Sana’a, con Non c’è Pace Senza Giustizia e la collaborazione del governo dello Yemen, la prima conferenza intergovernativa che sia mai stata tenuta nel mondo arabo su democrazia, diritti umani e ruolo della Corte Penale Internazionale. Nel 2000 ha lanciato una campagna internazionale per la messa al bando delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF), una pratica tradizionale che riguarda 28 Paesi africani, lo Yemen ed altri Paesi mediorientali e asiatici, ma che i flussi migratori hanno esportato in Europa e in altre realtà Occidentali. Nel 2011 è stata l’unica italiana inclusa dalla rivista statunitense Newsweek nell’elenco delle “150 donne che muovono il mondo”. Il 12 gennaio 2015, dai microfoni di Radio Radicale, ha annunciato di avere un tumore al polmone sinistro che la costringerà a un lungo ciclo di chemioterapia, affermando comunque di non voler abbandonare l’attività politica. Il 21 maggio successivo ha annunciato dalla stessa emittente il buon andamento della terapia e la scomparsa di ogni evidenza di cancro.