Carlo Muscetta

È stato un critico letterario e poeta italiano. Nato e cresciuto ad Avellino, Muscetta si laurea nel 1934 a Firenze con una tesi su Francesco De Sanctis e la Francia. Nel 1937, costretto dalle circostanze, si iscrive al Partito Nazionale Fascista ottenendo un posto di insegnamento a Pescara. Il 10 novembre 1939, partecipa ai Littoriali e si classifica primo in politica educativa. L’anno dopo, insieme a Giaime Pintor entra a far parte della commissione giudicatrice dei Prelittoriali. Di formazione crociana, collabora nei primi anni quaranta alla rivista di Giuseppe Bottai, Primato. Si accosta successivamente al marxismo e nel 1943 viene arrestato per cospirazione antifascista. Nel dopoguerra si iscrive al Partito d’Azione per poi passare al Partito Comunista Italiano da cui si allontanerà nel 1957 per alcune divergenze con Palmiro Togliatti. Svolge l’attività di professore di letteratura italiana presso le università di Catania e di Roma dal 1963 al 1983. Dirige per l’Einaudi l’edizione delle opere del conterraneo Francesco De Sanctis e il Parnaso Italiano, per la Feltrinelli la Biblioteca dei classici italiani, per Laterza la monumentale Letteratura italiana. Storia e testi in 10 volumi e 20 tomi. Collabora a numerosi quotidiani e periodici. Studia a fondo l’opera poetica di Giuseppe Gioachino Belli e Vincenzo Padula. Traduce, fra l’altro, I fiori del male di Baudelaire, oltre a scrivere versi in proprio (Versi e versioni del 1986). Nel 1956, in qualità di direttore della rivista Società, pubblica un manifesto di deplorazione dell’intervento sovietico in Ungheria, che viene sottoscritto da numerosi intellettuali di sinistra, noto come Manifesto dei 101.