Carlo Azeglio Ciampi

Laureato in Lettere alla Scuola Normale di Pisa, dove ha frequentato le lezioni del filosofo Guido Calogero, partì nel 1941 come sottotenente dell’esercito per l’Albania. L’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e si rifugiò a Scanno, in Abruzzo, col suo maestro Calogero, vicino al Partito d’Azione. Il 24 marzo 1944, con un gruppo di una sessantina di persone, partì da Sulmona per raggiungere gli Alleati attraversando il massiccio della Majella. Giunto a Bari, consegnò a Tommaso Fiore il testo manoscritto del «catechismo liberalsocialista del Partito d’azione» datogli da Calogero, si arruolò nel rifondato esercito italiano iscrivendosi anche al Partito d’Azione. Nel 1946 sposò Franca, conseguì la seconda laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa ed entrò come impiegato in Banca d’Italia, dove è rimasto per 47 anni (di cui 14 da Governatore). Nello stesso anno si iscrisse anche alla CGIL in cui rimase fino al 1980. Nel 1960 fu chiamato all’amministrazione centrale della banca di cui nel 1970 assunse la direzione. Nel 1973 diventò segretario generale, vice direttore generale nel 1976 e direttore generale nel 1978. Nell’ottobre del 1979 fu nominato Governatore della Banca d’Italia e Presidente dell’Ufficio Italiano dei Cambi, posizioni che ricoprì fino al 1993. Dall’aprile 1993 al maggio 1994 fu il Presidente del Consiglio di un governo tecnico di transizione, il primo Presidente del Consiglio non parlamentare della storia della Repubblica e Ministro del Turismo e dello Spettacolo ad interim (1993-1994). Nel giugno 1994 fu chiamato a ricoprire la carica di vice-Presidente della Banca dei Regolamenti Internazionali, ruolo che detenne fino al maggio 1996.In seguito è stato Ministro del Tesoro (dall’aprile 1996 al maggio 1999) nei governi Prodi I e D’Alema I. In questo periodo, la sua opera è stata caratterizzata dal contenimento dell’enorme debito pubblico italiano in vista del rispetto dei parametri di Maastricht, per garantire l’accesso dell’Italia alla moneta unica europea. Ha avviato il processo di risanamento delle Poste Italiane. Il 13 maggio 1999 è stato eletto, alla prima votazione, decimo Presidente della Repubblica.  Ha ricevuto, nel 2005, il premio Carlo Magno dalla città tedesca di Aquisgrana per il suo impegno volto a garantire l’idea di Europa unita e pacifica; sempre nel 2005, ha anche ricevuto ad honorem il David di Donatello per la sua volontà di rilanciare il cinema italiano. Il 10 febbraio 2006 ha aperto, come da protocollo, i Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Da più parti a Ciampi è stato chiesto di rimanere Capo dello Stato per un secondo mandato ma egli ha escluso l’ipotesi di un Ciampi bis al Quirinale. Sia il centro destra, sia il centro sinistra, lo hanno più volte ringraziato per il suo operato super partes e come garante istituzionale. Il 3 maggio 2006 con una nota ufficiale dal Quirinale Ciampi ha confermato la sua indisponibilità ad un settennato-bis: i motivi che l’hanno spinto a questa decisione sono l’età avanzata e la convinzione che “il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato”.Con la fine del suo mandato presidenziale è diventato senatore a vita. Fa parte del coordinamento nazionale del Partito Democratico. È autore di alcuni libri, tra i quali si ricordano: Sfida alla disoccupazione: promuovere la competitività europea, Laterza 1996 e Un metodo per governare, Il Mulino 1996; La libertà delle minoranze religiose, Il Mulino, 2009; Non è il paese che sognavo. Taccuino laico per i 150 anni dell’Unità d’Italia, colloquio con Alberto Orioli, Il Saggiatore, 2010; A un giovane italiano RCS libri, 2012.