Biancamaria Frabotta

Vive a Roma, dove insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università “La Sapienza”. Negli anni Settanta ha partecipato al movimento femminista con ampia attività pubblicistica. Autrice di saggi e di varie opere di critica letteraria, ha scritto due romanzi (Velocità di fuga, 1989) e (Quartetto per masse e voce sola 2009), opere teatrali (tra cui Trittico dell’obbedienza, 1996) e radiodrammi. Ha curato l’antologia di poesia femminile italiana dal dopoguerra a oggi Donne in poesia, 1976, e l’antologia di saggi e di testi poetici Poeti della malinconia, 2001. Ha pubblicato le opere di poesia: Affeminata, 1976 (con una nota critica di Antonio Porta); Il rumore bianco, 1982 (con Prefazione di Antonio Porta); Appunti di volo e altre poesie, 1985; Controcanto al chiuso, 1991 (con disegni e litografie di Solvejg Albeverio Manzoni); La viandanza, 1995 (Premio Montale 1995); Ne resta uno, 1996 (sedici haiku,con sei incisioni di Giulia Napoleone); Il messo, poesia in Sopravvivenza del bianco, 1997 (con sei maniere nere di Giulia Napoleone); High Tide, 1998 (traduzioni di una scelta delle poesie de La viandanza); Terra contigua, 1999; La pianta del pane, Arnoldo Mondadori Editore, 2003; Gli eterni lavori, San Marco dei Giustiniani, 2005; I nuovi climi, Brunello, Stampa, 2007;  Da mani mortali, Arnoldo Mondadori Editore, 2012.