Antonella Anedda Angioy

È saggista, traduttrice e poetessa. Si è laureata in Lettere moderne e perfezionata in Storia dell’arte medievale e moderna all’Università “La Sapienza” di Roma, dove, dal 2005, tiene seminari presso il Master di Traduzione; è docente di Lingua francese presso l’Università di Siena (sede di Arezzo). Insegna, inoltre, all’Istituto di studi italiani di Lugano, Facoltà di scienze della comunicazione.Ha collaborato per varie riviste e giornali come Il Manifesto, Linea d’ombra, Nuovi Argomenti. È autrice di poesie, saggi e traduzioni, soprattutto di poesia. Le sue opere sono pubblicate in numerose antologie italiane e straniere. Nel 2000, ha ricevuto il premio Eugenio Montale per il volume di poesie Notti di pace occidentale (Donzelli, Roma 1999). Ha pubblicato raccolte di versi come: Residenze invernali (Crocetti, Milano 1992, premio Sinisgalli opera prima, Premio Diego Valeri); l’antologia di traduzioni dei testi di Philippe Jaccottet, Appunti per una semina (Fondazione Piazzola, Roma 1994); il libro di traduzioni e poesie Nomi distanti (Empirìa, Roma 1998, con una nota di Franco Loi); Il catalogo della gioia (Donzelli, Roma 2003, finalista Premio Viareggio 2004); Dal balcone del corpo (Mondadori, Milano 2007, Premio Napoli). Tra i suoi saggi: Cosa sono gli anni (Fazi, Roma 1997), La luce delle cose (Feltrinelli, Milano 2000), La lingua disadorna (L’Obliquo, Brescia 2001), Fazzoletti. La traduzione del testo poetico (Marcos y Marcos, Milano 2004), S come solitudine (Donzelli, Roma 2006), Nomi distanti (Empirìa, Roma 2007) e, nel 2009, il volume La vita dei dettagli (Donzelli). Nel 2010 ha curato la traduzione italiana del libro di Leili Anvar Malek Jan Ne’mati. La vita non è breve ma il nostro tempo è limitato (Empirìa, Roma). Nel 2012 ha vinto tre premi per la silloge poetica Salva con nome e cioè il Premio Frascati, il Premio Viareggio-Repaci e il Premio Alghero Donna. Nel 2013 ha ricevuto il premio letterario Antonio Guerriero Civetta di Minervaper l’opera poetica e il Trieste Scritture di frontieraper Dal balcone del corpo.