Etica dell’Economia o Economia dell’Etica?

Etica dell’Economia o Economia dell’Etica?3 Maggio 2002
Pomeriggio di studio

presso la sede di Athenaeum:
Via Emilio Morosini 16, Roma

Relatori:
Prof. Sabino Cassese, Ordinario di Diritto Amministrativo – La Sapienza, Roma
Prof. Giovanni Maria Flick, Giudice della Corte Costituzionale
Prof. Fabrizio Onida, Ordinario d’Economia Internazionale – Bocconi – Milano
Prof. Luigi Paganetto, Preside della Facoltà di Economia – Tor Vergata, Roma
Prof. Filippo Maria Pandolfi, già Vice – Presidente della Commissione Europea
Se. Prof. Tiziano Treu, Membro Commissione Lavoro del Senato

Nel corso del Pomeriggio di Studi, coordinato dal prof. Pandolfi, è stato approfondito, sotto i suoi diversi aspetti, uno dei fattori fondamentali che hanno generato il processo di globalizzazione in atto. In un momento così cruciale per l’intero pianeta, si rende necessaria una riflessione generale per mettere a fuoco la relazione che intercorre, o dovrebbe intercorrere, tra etica ed economia, tra ricerca del profitto e rispetto dei diritti umani, tra mercato e solidarietà, nel tentativo di dare una risposta in termini concreti e operativi all’antica diatriba filosofica, se “ciò che è bello e buono” sia anche “utile” oppure se ciò che è “utile” possa essere anche “buono”.

Il prof. Pandolfi ha constatato come l’ottimismo settecentesco nei confronti del mercato sia oggi nettamente in crisi.
Il prof. Cassese ha sottolineato che il diritto di tutti ad accedere alle cariche pubbliche comporta una maggior necessità di norme etiche e di trasparenza, anche se nella prassi tali regole sono spesso trasgredite. A livello internazionale esistono le regole, ma non chi si occupi della sanzione.
Il prof. Onida ha affermato che di fatto il mercato totalmente libero non favorisce la concorrenza ma gli oligopoli; occorrono principi regolatori e strutture sovranazionali che controllino.
Il prof. Treu individua nelle disuguaglianze uno dei problemi fondamentali, e afferma che bisognerebbe intervenire con una tassazione e un welfare internazionali.
Il prof. Paganetto sottolinea che non basta rispettare le regole: è necessario che l’obiettivo delle imprese non sia solo il profitto. La soluzione dei problemi è nel principio di responsabilità individuale. Attraverso scelte di consumo gli individui possono, ad esempio, orientare il sistema verso scelte differenti.
Il prof. Flick ha affermato che il capitalismo si è dimostrato molto fragile e che il nuovo strumento per realizzare il welfare a livello internazionale sono le Fondazioni. Per ora c’è la Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, che è augurabile diventi una realtà giuridica.

Progetto “Per un’Etica del villaggio globale”