Etica e Diritto nella Società Contemporanea

Etica e Diritto nella Società Contemporanea
I Diritti della Dimensione Metafisica dell’uomo

Centro Congressi – Università degli Studi di Roma La Sapienza- Via Salaria 113-115 – sabato 21 marzo 1998

Programma:

Tavola Rotonda
“Etica e Diritto nell’elaborazione della norma giuridica, nella prassi giudiziaria, nella vita dell’impresa, nell’attività finanziaria”

Introduzione:
Prof. Severino Santiapichi, Procuratore Generale della Corte d’Appello di Perugia;

Interventi:
Dott. Alessandro Campana, Managing Principal IBM – Settore Consulenze;
Prof. Pierre Drai, Primo Presidente Onorario della Corte di Cassazione francese;
Prof. Vittorio Frosini, Ordinario di Teoria dell’interpretazione giuridica all’Università La Sapienza di Roma;
Prof. Gianfranco Imperatori, Presidente del Mediocredito Centrale;
Ing. Alessandro Mazzi, Presidente Grandi Lavori FINCOSIT;
Prof. Vittorio Mele, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma;
Prof.ssa Maria Rita Saulle, Ordinario di Diritto Internazionale all’Università La Sapienza di Roma.

Conferenza:
“Etica e Diritto nel pensiero di Ostad Elahi”

Relatore:
avv. Prof. François Ameli, Docente all’Università di Paris 1 – Pantheon Sorbonne

Nota: gli atti del Convegno sono stati pubblicati dalla casa Editrice E.S.I. (Edizioni Scientifiche Italiane) nella collana diretta dalla prof.ssa Maria Rita Saulle. Il libro contiene anche “parole” e testi di Ostad Elahi inediti in Italia.

Il Convegno è stato un’occasione per mettere a fuoco gli interrogativi di fondo che emergono dal rapporto tra Etica e Diritto, e quello “spirito etico” che anima il Diritto stesso. Le possibili risposte a tali interrogativi passano necessariamente attraverso l’analisi dell’uomo in quanto essere bidimensionale, fisico e metafisico, e attraverso lo studio dei suoi diritti e dei suoi doveri. Tali risposte non possono prescindere, tuttavia, da un riscontro con la pratica quotidiana dell’etica e del diritto, nell’ambito di importanti settori della vita sociale, con le frizioni e le incongruenze che a volte tale pratica comporta. Un esempio originale e stimolante di tale “spirito etico” viene dalla pratica del diritto e dal pensiero etico-filosofico di Ostad Elahi, che fa convergere Etica e Diritto in un rapporto di ordine superiore, inerente alla dimensione metafisica dell’uomo, nell’ambito di un sistema di pensiero che egli definisce “I diritti e i doveri naturali dell’uomo”.
Il Convegno si è articolato in una Tavola rotonda, che ha visto, tra gli altri, l’intervento del prof. Drai, il quale ha affermato che “giudicare significa amare e rispettare il proprio prossimo”, e che il giudice è un vero “professionista dell’ideale”, poiché deve saper applicare le norme andando al di là delle norme stesse, avendo sempre come obiettivo il benessere dell’uomo. Nel giudicare si deve sempre tener conto di entrambe le parti, ed è questo che conduce all’imparzialità del giudizio. La prof.ssa Saulle ha sottolineato che è proprio la coscienza morale a determinare il percorso del diritto internazionale. I diritti umani, del resto, traggono origine da ideali antichi e universali che ogni religione accoglie come propri: l’onestà, il rispetto, il non far del male, il non ledere i diritti degli altri.
Alla Tavola Rotonda ha fatto seguito la Conferenza del prof. Ameli, che dopo una breve ma significativa presentazione biografica di Ostad Elahi – filosofo, magistrato e musicista di origine iraniana – ne ha analizzato il pensiero, dal carattere universale, innovativo e anti-dogmatico. Secondo il suo punto di vista, infatti, la visione classica dicotomica di etica e diritto va decisamente superata, in quanto i principi etici sono di origine divina, proprio come i diritti. Ogni essere è creato con un diritto “primordiale ” che è quello di raggiungere il fine per il quale è stato creato, e che si può raggiungere solo adempiendo ai propri doveri. In società, il dovere essenziale è quello di rispettare il diritto dell’altro, e che è per lo più definito dalle stesse regole civili. Rispettare le regole civili è dunque un principio di natura etica: ecco dunque superata la dicotomia. La modernità della concezione di Ostad Elahi appare anche nel suo modo di interpretare e praticare il proprio ruolo di giudice: egli teorizzava l’uguaglianza tra uomo e donna e la parità dei loro diritti; rifiutava di ricorrere alla pena di morte, e aveva un’idea della giustizia non tanto coercitiva, quanto rieducativa.

Pubblicazioni