Un volto fra la folla – A Face in the Crowd

di Elia Kazan, USA, 1957

Capolavoro di Elia Kazan, è un film sconvolgente per i riferimenti ai tempi nostri. Catena fatale di spettacolo, pubblicità, politica.

trama
Larry “Solitario” Rhodes (Andy Griffith) è un cantante country, barbone e ubriacone, che vaga per le pianure dell’Arkansas campando in pratica di elemosina. Ma è una forza scatenata della natura, violento e osceno. In una piccola cittadina, viene scoperto in una sordida galera dalla giornalista della radio locale (Patricia Neal) che incide un nastro con le sue volgari ballate e lo trasmette di prima mattina. Il gradimento è notevole e si decide di organizzare una trasmissione dal vivo. La personalità di Solitario suona la sveglia mattutina per tutte le coscienze addormentate della cittadina, dalle ragazze, a cui dedica regolarmente le sue canzoni, con chiare allusioni sessuali, che chiedono più emancipazione, ai ragazzi annoiati, che incita ad invadere la piscina del riccastro locale, da cui la piscina uscirà malconcia, alle casalinghe “disperate” che cominciano a ribellarsi.
Il successo è travolgente e la trasmissione viene allungata e spostata nelle ore di maggior ascolto. I pubblicitari cominciano a essere interessati alla trasmissione, soprattutto un generale a riposo, grande industriale di materassi. I dollari iniziano ad arrivare. Solitario si ripulisce, acquista un aspetto più civile, ma, dentro di lui, nulla cambia. La fama di Rhodes si diffonde fino alla capitale Little Rock. Trattando con  Patricia e un suo amico giornalista (Walter Matthau), la televisione dello stato offre a Solitario un programma contenitore di canzoni, sketch e pubblicità, dal titolo “Un volto fra la folla”. Il target è il solito: l’Uomo Qualunque, insicuro e frustrato. Il successo va alle stelle.
Prossima tappa la televisione di Memphis (Tennessee), ben più importante. Qui, la trasmissione ha un successo che rasenta  il fanatismo popolare e i contenuti pubblicitari aumentano, e aumenta anche il business legato al personaggio che, ora, non si limita a cantare, ma parla, parla, racconta, trancia giudizi, influenza le reazioni dei telespettatori e ne cattura il consenso. Ormai è diventato un opinion maker. E le televisioni nazionali di New York non possono più ignorarlo. Offrono a Solitario un contratto milionario per una specie di Porta a Porta di ambiente country, dove il nostro può scatenarsi in un delirio di onnipotenza fra scenette, ballate e, ovviamente pubblicità, ben più remunerativa di quella dei materassi.
Ma il vecchio generale materassaio si ricorda di lui e lo mette in contatto con un candidato alla presidenza degli States. Solitario accetta di condurre la campagna elettorale del candidato, che diventerà l’ospite fisso della trasmissione, in un crescendo di messaggi ossessivi e qualunquistici. Il giornalista è il primo ad abbandonarlo, nauseato. I rapporti con Patricia, detentrice del 50% del business, dopo una promessa di matrimonio, si deteriorano fino alla rottura quando Rhodes ritorna da un viaggio con una giovane mogliettina.
Il suo delirio di onnipotenza aumenta e si nutre di odio e di disprezzo per il suo pubblico, a cui si presenta con finta benevolenza e che è convinto di controllare. Lo fermerà Patricia con i mezzi tecnologici propri della televisione. Solitario viene immediatamente scaricato dal potere politico e finisce pazzo e solo nella sua residenza faraonica.