Tutti a casa

di Luigi Comencini, Italia, 1960

«Signor colonnello, accade una cosa incredibile… I tedeschi si sono alleati con gli americani!»

Dopo l’8 settembre 1943 un sottotenente ligio ai superiori, non vedendo arrivare ordini, scioglie le fila del suo reparto mandando tutti a casa. La traversata da nord a sud dell’Italia, flagellata dalla guerra e in preda all’anarchia, lo fa maturare. Fusione ben temperata di comico, grottesco, drammatico e patetico: una storia corale con A. Sordi meno mattatore del solito. “… sotto le mentite spoglie di una commedia, il film è sostanzialmente un racconto a tesi … quello della scelta che ciascuno è chiamato a fare almeno una volta nella sua vita” (G. Gosetti). E forse il miglior film di L. Comencini (1916), una delle rare mediazioni felici tra neorealismo e commedia italiana, grazie all’apporto di Age & Scarpelli (più Scarpelli (più Marcello Fondato) in sceneggiatura. Il ministro Giulio Andreotti rifiutò di mettere a disposizione 2 carri armati (furono costruiti in compensato). Prodotto da Dino De Laurentiis. Grande successo: più di 1 miliardo di incasso del 1960.
(Il Morandini)