Polvere

di Massimiliano D’Epiro, Danilo Proietti, Italia 2007

trama
La storia si ambienta a Roma. Domini (Primo Reggiani) e Giona (Michele Alhaique) sono grandi amici, nonostante siano molto diversi tra loro. Domini sogna di fare il regista. È un ragazzo introverso con una personalità complicata. Gira sempre con la sua videocamera digitale alla ricerca di immortalare emozioni forti. Giona, invece, é un esaltato. Molti vizi, frequentazioni losche, amicizie ambigue e tanti segreti. Il primo dei quali è una storia clandestina con Giulia, sorella minore di Domini. In comune hanno un progetto ambizioso: vogliono realizzare un film documentario sul consumo della cocaina, girato interamente con telecamere nascoste. Vogliono registrare spacciatori, consumatori, attrici, modelle e personaggi della vita notturna che girano in questi ambienti. S’improvvisano spacciatori, per poi caderci dentro e non trovare più la strada di ritorno.

Opera prima dei registi Massimiliano D’Epiro e Danilo Proietti, è un buon esempio di film denuncia indipendente, infatti il suo budget si è aggirato intorno ai soli 700.000 euro. L’uscita del film è stata continuamente rimandata a causa della tematica affrontata, “troppo scottante”. Infatti la pellicola parla della cocaina, del suo uso smodato, soprattutto tra i giovanissimi, e del suo mondo si spacciatori e veline. Gaia Bermani Amaral (una delle attrici) nel 2008 parlò di bigottismo, in un’intervista rilasciata al settimanale “Tu”: “Purtroppo siamo in Italia, dove c’è una sorta di bigottismo. Mi spiace perché è un film importante, di denuncia, e tratta un argomento che riguarda tutta la società”. Il film descrive la nuova moda – “farsi” di cocaina, una volta considerata la droga dei ricchi – che spopola tra i giovanissimi. Il ritardo nella distribuzione, aldilà delle polemiche, è legato alle problematiche tipiche dei film indipendenti. che al mercato italiano piacciono poco.
Nonostante qualche carenza registica, il film risulta innovativo interessante e riesce a far riflettere, a centrare l’obiettivo. Peccato che solo in pochi lo vedranno sul grande schermo.
(da Anastasia Mazzia, www.alcinema.it, 21 aprile 2009)