District 9

di Neill Blomkamp, Nuova Zelanda/Usa, 2009

Basato sul cortometraggio Alive in Joburg, diretto dallo stesso Blomkamp nel 2005, e tratta in un contesto fantascientifico argomenti quali la xenofobia e la segregazione razziale, applicati dagli umani a una popolazione di profughi alieni. Il titolo è ispirato da fatti storici avvenuti in Sudafrica durante l’apartheid in un’area residenziale di Cape Town denominata District Six e il film è girato come un documentario, con scene di interviste, approfondimenti di stile giornalistico e video di telecamere di sorveglianza.
Il 2 febbraio 2010 il film ha ottenuto quattro candidature ai Premi Oscar.

trama
Sud Africa, anno 1982. Un’enorme nave spaziale aliena si avvicina alla Terra sui cieli di Johannesburg, dove rimane per settimane, immobile, senza dare segni di vita. Il governo sudafricano, snervato dall’attesa, incarica una squadra d’esplorazione di ispezionare il relitto in cerca di risposte. All’interno della nave viene rinvenuta una colonia di esseri umanoidi allo sbando, sporchi, spossati e denutriti che vengono condotti sulla terraferma e rifocillati. Ma col passare del tempo la convivenza tra esseri umani e alieni si fa sempre più difficile. Gli alieni, incompresi e malvisti dalla popolazione locale, vengono isolati in un campo profughi denominato “Distretto 9”, dove rimarranno segregati in regime di apartheid per i successivi vent’anni. Gli alieni vengono denominati formalmente “non-umani”, ma colloquialmente “Gamberoni”, traduzione il termine inglese prawns, un grosso insetto sudafricano considerato infestante. Sono controllati dalla Multi-National United (MNU), una compagnia multinazionale che studia il modo di sfruttarne l’avanzata tecnologia (soprattutto bellica).
Dopo varie contestazioni degli abitanti di Johannesburg per via delle continue rivolte degli esseri alieni, che non accettano di essere rinchiusi nello spazio a loro riservato, il governo sudafricano decide di spostarli in una zona franca a 240 km dalla metropoli. Per questo compito viene nominato capo squadra Wikus Van De Merwe, genero del capo della MNU. Ragazzo “per bene”, spinto da un forte senso del dovere, Wikus tenta sin dall’inizio di approcciare gli alieni in modo pacifico, anche se in maniera piuttosto “rozza”.
Durante la perquisizione all’interno di una delle capanne del “Distretto 9”, Wikus rinviene un cilindro metallico contenente un liquido misterioso che accidentalmente gli schizza negli occhi, provocandogli le manifestazioni iniziali di una mutazione genetica nel DNA dell’uomo. Wikus viene sottoposto a esami invasivi e si decide per una dissezione. Per sfuggire alla morte, decide di rifugiarsi proprio nel Distretto 9. Nella comunità conosce un alieno e il suo figlioletto, che collaboreranno con lui alla riconquista del liquido che serve anche all’alieno per far ripartire l’astronave e tornare a casa…
(sintesi da wikipedia)

Il cortometraggio del 2005
Nel 1990, Johannesburg diviene residenza di diversi rifugiati extraterrestri, le cui grandi astronavi (di circa un chilometro di ampiezza) fluttuano nei cieli della citta. Quando giunsero i ‘visitors’ i terrestri si innamorarono soprattutto dei loro usi “bio”, e li accolsero a braccia aperte.
Successivamente, però, gli alieni iniziarono a spostarsi anche in altre zone della città, commettendo crimini per sopravvivere, con frequenti scontri con la polizia. Girato come un documentario il corto prosegue con interviste e riprese con la videocamera a spalla, che descrivono la tensione tra i ‘visitors’ e la popolazione residente, soprattutto nel momento in cui un’astronave comincia a sottrarre energia elettrica e altre risorse alla città.