The Tracker – La guida

di Rolf De Heer, Australia 2002

Tre poliziotti a cavallo inseguono un fuggitivo nell’outback australiano. Siamo nel 1922 e a guidarli è una guida aborigena. Nel gruppo pian piano serpeggiano i dissidi anche in seguito a episodi violenti e nascono domande mai poste prima: cosa divide bianchi e neri e chi ha diritto di comandare?
Sebbene a capo di essi sia il ‘Fanatico’ (Gary Sweet), tutti quanti seguono la ‘Guida’ (David Gulpilil), saggio boscimano cresciuto nella natura dai missionari, che sa cogliere segni impercettibili e leggere la natura umana. Egli conosce chi sta seguendo e chi lo segue.
Gli altri due del gruppo sono un giovane poliziotto della nuova leva e un taciturno soldato a cavallo della vecchia guardia. Il ‘Fanatico è spinto da un implacabile senso di giustizia e di vendetta, fondato sulla legge e il fanatismo dei bianchi e vuole prendere il suo uomo a ogni costo. Non si sofferma sulle statistiche. La legge, basata sulla punizione e la paura, deve essere imposta.
Nonostante la durezza del soggetto western, la regia offre spunti di riflessione e interrogativi morali per ogni personaggio. Non è esplicito se il fuggitivo sia innocente o colpevole né se lo aspetti un equo processo. Il giovane poliziotto matura nel momento in cui la sua coscienza morale confligge con il mandato del suo ruolo. Il ‘Veterano’ invece, rassegnato, considera la follia umana inevitabile come gli eventi naturali. Ciò che è fatto è fatto e non può essere disfatto. La natura umana è più crudele. Ed egli sospende il giudizio – con il prezzo che ne consegue.
David Gulpilil nel ruolo del protagonista del titolo è eccezionale – i suoi occhi si accendono di saggezza e pazienza: la Guida è un abile giocatore – più di qualsiasi guerrigliero o mercenario. Gioca le sue carte basandosi sul proprio senso di giustizia. Una potente interpretazione di un attore di talento.
Vincitore di Best Leading Role IF Awards 2002 – Best Film IF Awards 2000.