The take – La Presa

di Avi Lewis, 2005, documentario

Alla vigilia della grave crisi economica argentina del 2001, nei sobborghi più poveri di Buenos Aires, trenta operai disoccupati si “organizzano”, entrano nella “planta” produttrice di componenti per auto, dove hanno lavorato, che ora è inattiva, e si rifiutano di uscire. Quello che vogliono è far ripartire le macchine e riuscire a far riprendere la produzione. Questo gesto, The Take, fatto per disperazione e per ovviare alla fame e alla disoccupazione, pone l’accento sul problema della globalizzazione. I lavoratori, senza altre armi che fionde costruite da loro stessi, si barricano nella fabbrica e sfidano da lì dentro i padroni, i capi, i banchieri e quanti si occupano di loro come di unità preposte al lavoro. Seguendo l’iter giudiziario e il dramma umano attraversati dagli ex-operai nel tentativo di vedersi riconosciuto dal giudice il diritto a gestire da soli la fabbrica, il film, su soggetto di Naomi Klein (moglie del regista), attraversa il periodo nero della repubblica sudamericana, dalla fuga del corrotto Menem all’elezione di Kirchner.
Esempio di come la solidarietà e la disperazione di persone senza lavoro e senza futuro, grazie all’unione per il medesimo obiettivo, la sopravvivenza, ottengano l’insperato e l’incredibile. Un vero caso internazionale, un esempio emblematico di come l’uomo, a prescindere dall’ideologia politica, e grazie all’unione per un obiettivo giusto ed etico, riesca, tramite la solidarietà e l’unità d’intenti, a raggiungere lo scopo di una vita dignitosa per sé e per la propria famiglia.