Economia della cortesia. Il valore economico del rispetto e della considerazione per gli altri

di Parisio Di Giovanni, Manuel De Nicola, Giovanni Di Bartolomeo, Stefano Papa, Oronzo Trio, Adele Bianchi, Carocci, 2008

Comunemente si pensa che la cortesia abbia valore sociale, non economico, che serva a mantenere buoni rapporti in seno alla società, non a produrre, operare scelte convenienti, impiegare razionalmente le risorse o gestire vantaggiosamente attività e imprese. A volte è considerata un puro costo sociale o addirittura un intralcio all’efficienza economica. Invece le ricerche empiriche sembrano indicare che la cortesia ha valore economico. Ad esempio, dagli studi sperimentali riportati nel libro risulta che i gruppi di lavoro rendono molto di più se c’è un clima di cortesia. Probabilmente le convinzioni di senso comune sono falsate dal fatto che di solito manca un’idea precisa di cortesia: si confondono forme diverse di cortesia e generalmente non si ha chiaro il significato dei comportamenti cortesi nei rapporti interpersonali. C’è da dire poi che, pur riconoscendo che siamo nell’economia della conoscenza, di fatto si tende a sottovalutare il peso economico delle prestazioni mentali e soprattutto non ci si rende conto che il funzionamento della mente individuale risente dei condizionamenti ambientali, specie del clima relazionale. Del resto la filosofia, l’economia e la stessa psicologia si sono tradizionalmente occupate della mente individuale isolata. La cortesia è un modulatore del rapporto mente-ambiente sociale e perciò influisce sulle prestazioni mentali dei singoli e finisce per essere una variabile chiave dell’economia.